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Bollette

09/12/20



Sul passaggio dalla maggior tutela al mercato libero per le bollette di luce e gas si moltiplicano le sollecitazioni a cui vengono sottoposti i consumatori che ancora non hanno scelto.

Telefonate in cui si viene invitati ad abbandonare la maggior tutela, pena il rischio di problemi o la minaccia di un blocco della fornitura elettrica. 

Proposte di risparmi strabilianti con nuove offerte accompagnate però dalla richiesta di procedere velocemente per non perdere una simile possibilità.

Un vero e proprio assedio che non accenna a diminuire nonostante la fine dei servizi di tutela nel mercato dell’energia sia prevista per il 1° gennaio 2023

Maggior tutela cosa significa?

I servizi di tutela di prezzo rinviano a condizioni economiche e contrattuali fissate dall’Autorità per l’energia, le reti e l’ambiente (ARERA): i prezzi riflettono le condizioni prevalenti nel mercato all’ingrosso e si riferiscono solo alla fornitura della materia prima perché questo tipo di regime non include servizi aggiuntivi, come invece accade nel mercato libero.

Il passaggio al mercato libero è previsto in più tappe:

Per le piccole imprese la data è fissata al 1° gennaio 2021, mentre per le famiglie e le micro-imprese la data da tenere a mente è il 1° gennaio 2023.

Le famiglie e le piccole imprese possono già decidere di passare dal mercato tutelato al mercato libero, dove è il cliente a decidere quale venditore e quale tipo di contratto scegliere, selezionando l'offerta ritenuta più adatta alle proprie esigenze, ma non ci sono penalizzazioni o problematiche particolari se ancora non avete lasciato il regime di tutela del prezzo.

Se non si passa al mercato libero scatta l’interruzione della fornitura?

Il passaggio al mercato libero andrà effettuato entro la scadenza fissata dalla legge e anche nel caso di mancato abbandono del regime di maggior tutela, non ci sarà una interruzione della fornitura.

Anche dopo che i servizi di tutela di prezzo saranno cessati, la continuità della fornitura sarà comunque garantita ai clienti di piccola dimensione che non avranno ancora un contratto nel mercato libero, in modo che non subiscano alcuna interruzione durante il periodo necessario a trovare una nuova offerta.

Una volta individuata l’offerta in base alle proprie esigenze, i clienti stipuleranno un nuovo contratto di fornitura che sostituirà il precedente e sarà il nuovo venditore a inoltrare la richiesta di risoluzione del vecchio contratto (recesso) al venditore precedente. Il "recesso" potrà scattare in qualsiasi momento senza oneri aggiuntivi e lo stop della fornitura in corso.

Cosa accade se non si è effettuata la scelta in tempo?

Per gli utenti che non avranno individuato un operatore del mercato libero al 1° gennaio 2023, il percorso, ancora tutto da costruire, prevede l’assegnazione di famiglie e microimprese al cosiddetto “servizio di salvaguardia” mediante il ricorso a procedure concorsuali (le aste) e con condizioni che incentivino il passaggio al mercato libero.

Il meccanismo per certi versi replicherà quello già a messo a punto per le piccole imprese che migreranno, come detto, il prossimo gennaio.

 

Come si fa a orientarsi tra le tante offerte del Mercato Libero?

Chi intende effettuare il passaggio al mercato libero, può usufruire del supporto informativo gratuito de Lo Sportello ExC , inoltre ci sono una serie di strumenti per individuare l'offerta più in linea con i propri consumi che l’Autorità per l’energia (ARERA) ha messo a punto al fine di fugare tutti i dubbi sul funzionamento del mercato libero.

I clienti finali interessati al cambio del venditore possono consultare il portale Offerte (voluto dall’Arera, realizzato e gestito dall’Acquirente Unico) che mette a disposizione le offerte di energia elettrica e gas in modo da agevolare la possibilità di un confronto per l’utente finale.

È l’unico comparatore pubblico disponibile sul web dove abbondano invece i siti di confronto tra le offerte gestiti da operatori privati.

Per informazioni è sempre possibile contattare lo sportello per il consumatore gestito dall’Arera.

L’Arera contatta i clienti finali per sollecitarli a migrare?

Assolutamente no, l’Autorità per l’energia non contatta per telefono i clienti finali né manda i propri rappresentanti al domicilio degli stessi.

Bisogna prestare molta attenzione alle possibili truffe telefoniche e occorre essere sempre molto prudenti davanti alle chiamate o alle visite degli operatori che propongono nuove offerte.

Per evitare brutte sorprese, è bene chiedere sempre un riscontro scritto dell’offerta che viene formulata per avere il tempo di valutare attentamente condizioni contrattuali e prezzi.

Per maggiori informazioni c'è il servizio Trappole Energetiche de Lo Sportello ExC.




 
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